Friday, March 4, 2011

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Il testamento spirituale del martire Shahbaz Bhatti

"My name èShahbaz Bhatti. sonon in a Catholic family. My father, insegnante in pensione, e mia madre,casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti dellaBibbia, che hanno influenzato la mia infanzia.

Fin da bambino ero solito andarein chiesa e trovare profonda ispirazione negli insegnamenti, nel sacrificio, enella crocifissione di Gesù. Fu l’amore di Gesù che mi indusse ad offrire imiei servizi alla Chiesa. Le spaventose condizioni in cui versavano i cristianidel Pakistan mi sconvolsero. Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solotredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostraredenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suoamore donando amore ai nostri fratelli e sorelle, ponendomi al servizio deicristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivonoin questo paese islamico.

Mi è stato richiesto di porre finealla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della miastessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non vogliopopolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi diGesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me edicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che miconsidererei privilegiato qualora — in questo mio battagliero sforzo di aiutarei bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan — Gesù volesseaccettare il sacrificio della mia vita.

Voglio vivere per Cristo e per Luivoglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gliestremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato,perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avròvita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera,sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.

Credo che i cristiani del mondoche have reached out to Muslims affected by the tragic earthquake del2005 have built bridges of solidarity, love, understanding, tolerance and dicooperazione between the two religions. If these efforts continuerannosono convinced that we will win the hearts and minds of the extremists. Ciòprodurrà positive change: the people do not hate you, not ucciderannonel name of religion, but they will love each other, will bring harmony, to cultivate peace and understanding in this region.

I think the needy, the poor, orphans irrespective of their religion should be considered first comeesseri humans. I think those people are part of my body into Christ, who are persecuted and needy part of the body of Christ. If noiportiamo out this mission, then we will be aipiedi earned a place of Jesus and I can watch it without shame. "

(curated by Antoinette M. Calabro, courtesy of the Foundation Oasis and Marcianum press).

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